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Scusate, è permesso? Si, lo so che il titolo di questo blog dice già tutto, ma vorrei descrivermi un po’ più nel dettaglio. Io non sono proprio una bicicletta in senso stretto, non ho i pedali, non ho la sella, ma ho la cosa fondamentale: due ruote!

Che poi siano una grande e una piccola, oppure una grandissima e una no, che abbia le ruote da strada o da down-hill, che abbia i V-brakes oppure i freni a disco, cosa importa? La cosa che conta è che anch’io posso prendere il posto, in strada, di una di quelle cose ingombranti, puzzolenti e anche un po’ cafone che gli umani chiamano automobili. Io sono, come la maggior parte delle biciclette, elegante, filante, silenziosa, ma ho un vantaggio in più: non ho bisogno di alcuna manutenzione! Non ho la catena, quindi ho eliminato la fonte primaria dei problemi che affliggono i ciclisti. Funziono a propulsione umana, come le macchine di Leonardo: l’umano mi vede, resta un po’ perplesso, inizialmente non capisce che strana mutazione io abbia subito per diventare così essenziale, pensa che io nasconda qualche strano marchingegno che mi faccia funzionare ed invece no, sono semplicissimo, sono il mezzo più semplice che c’è. Basta appoggiare le mani sul manubrio, esattamente come si fa con la bici, mettere un piede sulla pedana e spingere con l’altro, in modo molto naturale, ognuno con il suo passo, lentissimo o super veloce. L’umano resta nella sua posizione naturale, eretto, e percepisce il mondo esattamente come farebbe andando a piedi, ma fila veloce a pochi centimetri da terra, come se avesse le ali ai piedi. Si, è vero, la mia è una visione un po’ di parte: non sono veloce come una bici, in salita, mediamente, non sono proprio un fulmine, con le bici elettriche non mi ci confronto proprio, tuttavia penso di poter trovare il mio spazio nel mondo delle due ruote. Sono perfetto per le passeggiate sul lungomare: ah, come mi piace il mare!

Quelle meravigliose piste che hanno da una parte il blu e dall’altra le panchine: a me piace stupire e ho notato che gli umani, al mio passaggio, hanno istintivamente un’espressione stupita. Ma come, una bici senza pedali: ma come funziona? E io mi presto, paziente e un po’ gigione ad un giro prova. Anche qui è interessante vedere le reazioni degli umani: quelli curiosi non ci pensano nemmeno un attimo. Impugnano saldamente il manubrio e si lanciano sicuri. Quelli timidi, un po’ impacciati dicono: “no, grazie, ho paura di cadere”. Ma come? Ma cadere da dove? Ma mi hai guardato bene? Sono più basso di qualunque marciapiede, se hai paura di cadere dal marciapiede, vuol dire che sei proprio ubriaco! Con un po’ di insistenza, anche questa categoria di umani, alla fine, accetta quasi sempre di fare una prova e il risultato è sorprendente. Tornano tutti con un sorriso. Questa è la cosa che mi piace di più: il sorriso di chi ha cambiato idea, perché ha vinto i propri preconcetti! Ci sono molte altre cose che potrei dire per farmi largo nel mondo delle due ruote, ma tutto a suo tempo. Il Monopattino

1 comment

  • donata de le pinocchie
    Posted Novembre 25, 2013 at 7:43 pm

    corri, corri… sei arrivata in America!!! Ci sono anche lì questi bei monopattini?

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