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Il monopattino sportivo è un oggetto emozionale, nel vero senso della parola: a differenza del monopattino elettrico, prodotto da acquisto d’impulso, il monopattino sportivo si studia, si capisce, si sceglie.

Per chiarire un po’ di dubbi e per spiegare alcune delle caratteristiche di questi mezzi sconosciuti, chiediamo aiuto ad un grande esperto: Kolobesky Brandys.

Analizziamo i mezzi a ruote grandi, quelli destinati ai footbikers più esperti ed esigenti, dove le caratteristiche tecniche determinano le prestazioni ed il comfort di guida (=guidabilità).

Focalizzando la nostra attenzione su alcuni particolari strutturali, sarà più facile capire quale monopattino scegliere.

Il monopattino ha un telaio essenziale, che varia in funzione della dimensione delle ruote, della lunghezza della pedana, dell’apertura della forcella: ognuna di queste caratteristiche rende ciascun modello diverso dagli altri e la modifica di uno di questi parametri non è sufficiente per cambiare la destinazione d’uso della footbike. E’ per questo che costruire un telaio di questo tipo non è semplicissimo.

Dimensione della ruota anteriore: ormai tutti i marchi hanno introdotto almeno un modello con le ruote grandi (27.5″-28″-29″), destinato alle competizioni:

Ruota grande significa che con una spinta si copre più distanza, quindi migliore rotolabilità.

Larghezza del cerchio: per un mezzo con soli 3 punti di contatto (manubrio e pedana), è molto importante la stabilità. Un cerchio troppo stretto dà un rischio troppo elevato di forature, una superficie di contatto con il terreno troppo ridotto e, di conseguenza, un controllo del mezzo inferiore. Le migliori configurazioni hanno un cerchio da 21mm per la strada e 27mm per il fuori strada.

Larghezza dello pneumatico: pneumatici più larghi, hanno una resistenza al rotolamento inferiore, rispetto a quelli più stretti.

La resistenza al rotolamento corrisponde all’energia che si perde nel rotolamento dello pneumatico. In sostanza la perdita di energia deriva dalla continua deformazione del materiale dello pneumatico stesso.

Prendiamo questa informazione dal sito di Schwalbe, che di pneumatici se ne intende parecchio.


Gli pneumatici più larghi sono più scorrevoli di quelli stretti, perché si deformano meno. Tutti gli pneumatici si appiattiscono sotto carichi elevati. Questo crea una superficie di contatto piatta.

Lo pneumatico largo resta più “rotondo” e pertanto ruota in modo migliore, oltre ad essere molto più confortevole. Misure ideali 25-28mm.

Larghezza dei mozzi: si è detto in più occasioni che i mozzi stretti fossero meglio di quelli larghi per motivi di aerodinamicità. In realtà, l’evoluzione sui materiali e la qualità dei mozzi di ultima generazione (con sfere in ceramica), sfata questo mito. Alcuni mozzi da 100mm risultano molto più performanti di altri da 65,70 o 74mm. L’unico vantaggio dei mozzi stretti è che riducono le occasioni d’impatto del telaio con le caviglie.

Lunghezza della forcella: Questa misura è direttamente correlata al gioco, all’altezza del battistrada e all’angolo del tubo sterzo. Se non si tiene conto della lunghezza della forcella,  quando si effettua una modifica, il monopattino non si comporterà come dovrebbe. Se la forcella è più corta di quanto previsto, l’altezza da terra e la portata saranno ridotte, il mezzo diventerà più “nervoso”. Con una forcella troppo lunga l’altezza da terra aumenterà, la guida sarà più difficile e lo scooter in curva sarà difficile da gestire.

Offset della forcella: l’offset della forcella (detto anche rake) è la distanza tra l’asse del cannotto sterzo ed il centro del perno del mozzo. Questa misura rileva l’avanzamento del mozzo rispetto all’asse di sterzo. Cambiando la forcella con un’altra con un diverso offset, lo scooter si comporterà in modo diverso, e non sempre come ci aspetteremmo.

Per completezza d’informazione, andrebbero analizzati insieme i 3 elementi (offset, trail e diametro delle ruote), ma per questo vi rimandiamo all’articolo di MTB-mag, che spiega in modo chiaro ed esaustivo tutti i dettagli.

Angolo di sterzo: Maggiore è l’angolo, maggiore è la stabilità, quando l’angolo è perpendicolare, lo scooter è più reattivo.

quindi se la forcella è lunga …

Diametro del tubo sterzo: determina che tipo di serie sterzo può essere montato. Se è svasato verso il basso, è possibile montare una serie sterzo conica, più resistente e performante.

Lunghezza del tubo sterzo : di solito non viene molto considerato, ma un tubo sterzo lungo  è più adatto ai ciclisti alti, mentre un tubo più corto è migliore per i piloti più piccoli e per consentire una posizione più aerodinamica. Le misure sono tra  80 e 130 mm, quelle più comuni sono 50 mm.

Lunghezza della pipa: quando la pipa è corta, il manubrio sembra più instabile, quindi per iniziare meglio la pipa lunga, anche se con la pipa lunga potrà sembrare difficile fare le curve. Le misure variano da 50mm a 130mm, e  sarebbe ideale se ciascuno trovasse la misura più indicata per le proprie esigenze.

Larghezza del manubrio: Più stretto è, migliore è l’aerodinamica, il manubrio più ampio consente miglior controllo. Per il fuoristrada, la laghezza non dovrebbe essere inferiore ai 680 mm, per la strada non dovrebbe essere superiore a 600 mm su strada. Per le gare sprint e cronometro, ancora più stretti (380-460 mm).

Spazio per il footbiker: Distanza orizzontale dal tallone (fine della pedana) all’intersezione dell’asse orizzontale del tubo sterzo. Idealmente, il conduttore dovrebbe restare all’interno di questo spazio, in posizione aerodinamica. Da qui si può capire qual è la dimensione più adatta a ciascuno.

Lunghezza della pedana: Argomento molto dibattuto: si dice che più è lunga, meglio è. Si potranno mettere sulla pedana entrambi i piedi, ma in effetti su un monopattino uno dei piedi serve sempre per spingere. Si dice che più è lunga, più è facile il cambio gamba, ma dopo un po’ di allenamento, anche questa regola sembra non avere più senso, perché il cambio avviene automaticamente. Quindi? In realtà, quando la pedana è corta, il telaio è più rigido e pesa meno, questione di abitudine..

Luce sotto la pedana: Probabilmente il più grande dilemma del monopattino sportivo scooter.  Meglio basso o alto? Se perdi un centimetro, “tocca sotto”, ma fila che è una meraviglia, se è troppo alto, puoi portarlo ovunque, ma facendo una fatica bestia.

Lunghezza della forcella posteriore: i telai dei monopattini, l’abbiamo detto, sono molto semplici. La differenza tra il telaio  28/28 e  28/20 sta nella lunghezza del carro posteriore, quindi le ruote grandi interferiscono di più con la pedana (dal momento che l’interasse deve rimanere più o meno lo stesso) e aumenta il rischio di “toccare” con la coscia in estensione la ruota posteriore.

Dimensione della ruota posteriore: E’ un argomento spinoso. La tendenza ad avere ruote pari (ant/post) ha degli svantaggi, soprattutto quando si va oltre il 28/28. La struttura diventa troppo lunga e difficile da maneggiare.

Per la strada la configurazione migliore resta 28/26 per le persone alte e 28/20 per quelle meno alte. Per il fuoristrada può andare bene sia il 29/26 che il 29/27.5, anche se la configurazione più versatile di sempre resta il 26/20.

 

Dopo tutta questa teoria, non resta che provarne diversi per scegliere il proprio, dando un’occhiata qui.

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